Georadar per sottoservizi: sapere cosa c'è prima di scavare

Un tubo del gas o una dorsale in fibra trovati con la benna costano più di qualunque rilievo. Le planimetrie dei gestori aiutano, ma spesso sono incomplete, spostate di qualche metro o ferme a lavori di decenni fa. Il georadar misura quello che c'è davvero, senza toccare la pavimentazione.

Come funziona

L'antenna del georadar (GPR) invia nel terreno impulsi elettromagnetici e registra quelli che tornano indietro. Tubazioni, cavi, cunicoli e cambi di materiale riflettono il segnale in modo diverso dal terreno intorno. Passando su una griglia fitta si ottiene un volume 3D, che si legge a fette orizzontali (time slice): le reti compaiono come linee continue.

Con un array multicanale come il MALÅ MIRA Compact le antenne sono molte, affiancate: in una sola passata si copre una striscia larga, con una densità di dati che una singola antenna non raggiunge. Per aree piccole o accessi stretti usiamo le antenne IDS (Stream DP, Hi Mode, 2 GHz).

Un caso: Cagliari

Nel 2026 a Cagliari abbiamo montato il MIRA su un ATV e mappato 3.000 m² in una sola sessione per un rilievo dei sottoservizi (SUE, subsurface utility engineering). Tutti i dati sono georeferenziati in GNSS RTK e consegnati come tracciati pronti per il progetto.

Lo stesso tipo di lavoro, con georadar e geoelettrica insieme, lo abbiamo fatto tra il 2017 e il 2018 sul giacimento di Karachaganak, in Kazakhstan.

Cosa consegniamo

  • Planimetria georeferenziata delle reti individuate, in DWG, SHP o nel formato del progetto.

  • Sezioni e time slice con profondità indicativa.

  • Classificazione dell'affidabilità di ogni tracciato: certo, probabile, da verificare.

  • Dove serve, il confronto con le planimetrie dei gestori.

Domande frequenti

Il georadar vede anche i tubi di plastica? Sì, se c'è contrasto con il terreno intorno. Un tubo in PVC pieno d'acqua si vede meglio di uno vuoto e piccolo. Per questo dichiariamo sempre il grado di affidabilità.

Fino a che profondità arriva? Dipende dal terreno e dall'antenna: le frequenze alte vedono meglio i dettagli vicini alla superficie, quelle basse scendono di più. Le argille umide assorbono il segnale e riducono la profondità. La valutiamo sul sito e la dichiariamo prima, non dopo.

Sostituisce la richiesta ai gestori? No, la integra. La richiesta dice cosa dovrebbe esserci; il georadar dice cosa c'è e dove.

Quanto tempo serve? Dipende da superficie e accessi. Con l'array su veicolo si coprono superfici ampie in poche sessioni (a Cagliari 3.000 m² in una); l'elaborazione segue in sede.

Dove lavoriamo

Da Città Sant'Angelo (PE) in tutto il Centro Italia, con progetti in tutta Italia.