Indagini geologiche e geofisiche per impianti fotovoltaici

Un impianto fotovoltaico a terra occupa ettari e poggia su migliaia di pali. Il terreno non è uguale su tutta l'area: cambiano spessori, consistenza, acqua, e a volte il versante si muove. Poche prove puntuali non bastano a descrivere un'area così grande. La geofisica sì, perché misura in modo continuo.

Cosa verifichiamo

  • Portanza e infissione dei pali: prove penetrometriche tarate con la sismica e la MASW.

  • Categoria di sottosuolo secondo le NTC 2018 per le strutture e le cabine.

  • Stabilità del versante, se l'impianto è in pendenza.

  • Aggressività e resistività del terreno, utile anche per la messa a terra.

  • Modello del terreno da LiDAR da drone per layout, drenaggi e viabilità.

Il caso: Sogliano al Rubicone

Un impianto da 7 MW su un versante in frana. Abbiamo combinato prove penetrometriche DPSH, sismica a rifrazione, MASW e HVSR e un rilievo LiDAR da drone. Il risultato è un modello del versante che mostra dove il terreno si muove e con che spessori, su cui progettare la stabilizzazione invece di interventi generici su tutta l'area. Il caso completo, in inglese.

Quando chiamarci

Prima del progetto definitivo, quando l'area è scelta ma il layout si può ancora cambiare: spostare una fila di pannelli costa meno che consolidare un versante.

Domande frequenti

La relazione geologica non basta? La relazione interpreta i dati disponibili. Le indagini li producono. Su aree grandi o in pendenza, dati continui cambiano le scelte di progetto.

Quanto costa? Dipende da superficie e domanda. Proponiamo sempre una campagna proporzionata al rischio: più fitta dove il terreno è dubbio, più leggera dove è omogeneo.

Dove lavoriamo

In tutta Italia, dalla sede di Città Sant'Angelo (PE).