Rilievo LiDAR da drone
Il LiDAR da drone misura una nuvola di punti molto fitta e, a differenza della sola fotogrammetria, attraversa in parte la vegetazione: arriva al terreno anche sotto gli alberi. Il risultato è un modello digitale del terreno (DTM) e della superficie (DSM) su cui si leggono pendenze, scarpate, fratture e forme di frana.
Per noi il LiDAR non è un prodotto a sé. È la superficie di riferimento su cui si appoggiano tutti gli altri dati: le sezioni geofisiche, i sondaggi, le mappe magnetiche. Senza una superficie misurata bene, un'anomalia sepolta non sappiamo sotto cosa sta.
Strumenti
Italia: DJI Matrice 350 RTK con Zenmuse L2.
Zambia (GGM Surveyors): DJI Matrice 400 RTK con Zenmuse L3.
Controllo a terra con GNSS RTK (E-Survey e300 Pro, Emlid Reach RS2).
Dagli stessi droni voliamo anche il magnetometro SENSYS MagDrone R3 e, per alcune applicazioni, il georadar MALÅ GeoDrone: più metodi dallo stesso volo, nelle stesse coordinate.
Casi
Sogliano al Rubicone: LiDAR da drone per il modello del versante in frana sotto un impianto fotovoltaico da 7 MW, integrato con prove penetrometriche, sismica e MASW.
Pompei, Domus dei Gladiatori (2026): fotogrammetria aerea come base del modello 3D del sito, insieme a SLAM, laser scanner e georadar 3D.
Cosa consegniamo
Nuvola di punti classificata, DTM e DSM, curve di livello, ortofoto, sezioni. Formati per CAD, GIS e modellazione.
Domande frequenti
LiDAR o fotogrammetria? Su terreno nudo la fotogrammetria può bastare. Con vegetazione, o quando serve il terreno vero sotto gli alberi, il LiDAR è la scelta giusta.
Quanto è precisa la quota? Dipende da quota di volo, sensore e punti di controllo. La dichiariamo nella relazione, verificata su punti misurati a terra.
Dove lavoriamo
Da Città Sant'Angelo (PE) in tutta Italia; in Africa australe con GGM Surveyors, da Ndola.

