Archeologia e patrimonio: sapere di più prima della cazzuola
Uno scavo archeologico è irreversibile. Ogni metro scavato nel posto sbagliato consuma tempo, fondi e contesto. Le indagini non invasive servono a scegliere dove scavare, quanto e con quali aspettative, senza toccare il sito.
Cosa usiamo
Georadar 3D. Il MALÅ MIRA Compact è un array multicanale: molte antenne affiancate, una griglia fitta, un volume che si legge a fette orizzontali (time slice). Muri, vani, cisterne e cavità emergono come forme. Per spazi stretti e pareti usiamo le antenne IDS (Chaser e altre frequenze).
SLAM e laser scanner per il rilievo 3D di strutture, cripte e ipogei, anche senza GPS.
Fotogrammetria da terra e da drone.
Termografia per differenze di materiale e umidità nelle murature.
ERT e magnetometria quando il sito è esteso o il bersaglio è profondo.
Tutti i dati nelle stesse coordinate: un'anomalia del georadar si guarda insieme ai muri che le stanno sopra.
Casi
Pompei, Domus dei Gladiatori (2026). Durante la XVII International Training Summer School Archaeology, Caves & Hypogea (COIFA Bari e USAMV Timișoara) abbiamo rilevato il sito con fotogrammetria aerea, SLAM, laser scanner, georadar 3D (MALÅ MIRA e IDS Chaser) e termografia. Nelle time slice del georadar emerge un'anomalia che associamo a una cisterna sotterranea. È un'interpretazione, non un risultato di scavo: serve a sapere di più prima che entri la cazzuola.
Una chiesa antica a Roma (2025). Georadar 3D sotto il pavimento, fino a circa 3 metri. La cripta già nota, rilevata con lo SLAM, ha fornito la profondità di riferimento per interpretare le anomalie sconosciute. Il noto tara l'ignoto.
Pietrarsa, Napoli (2024). Nel museo ferroviario, tra patrimonio industriale e infrastruttura, cinque metodi (ERT, sismica, 120 profili georadar, batimetria, laser) hanno individuato un tunnel sotto i binari.
Lavoriamo anche con le università: con il Prof. Pietro Grimaldi (Politecnico di Bari e USAMV Timișoara) sulla fotogrammetria, e nelle Summer School sul territorio (Pompei, Crognaleto).
Per chi
Soprintendenze, Ministero della Cultura, parchi archeologici, università, archeologi e studi di restauro.
Domande frequenti
Il georadar danneggia il sito? No. È un'antenna che scorre sulla superficie ed emette impulsi a bassa potenza. Non si tocca nulla.
Come si distingue un manufatto da un'anomalia naturale? Dalla forma nelle time slice (linee rette, angoli, vani), dal confronto con altri metodi e con le strutture visibili. Resta un'interpretazione, e lo diciamo.
Fino a che profondità? Dipende dal terreno. Nei nostri casi, alcuni metri: a Roma circa 3. Terreni argillosi e umidi riducono la profondità.
Serve comunque uno scavo? Per confermare, sì. Ma sarà un saggio mirato, non una trincea alla cieca.
Vedi anche: Laser scanner e SLAM per i beni culturali.

